Alcaloidi principi e piperindici

Cosa sono gli alcaloidi? Perché se ne sente tanto parlare?

Gli alcaloidi sono composti azotati che hanno un origine vegetale, vengono impiegati nella farmacologia per via dello loro principi e delle loro proprietà, e in tale ambito di riferimento sono ampiamente sfruttati.

Gli alcaloidi trovano diffusione nelle Dicotiledoni, in particolare nella famiglia delle Apocinacee, delle Papaveracee, delle Papilionacee, delle Ranuncolacee, delle Rubiacee, delle Rutacee e delle Solanacee, questa la loro “origine” naturale.

Gli alcaloidi, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono liberi, ma appaiono sotto la forma di sali che hanno diversi acidi organici quali:

  • acetico
  • ossalico
  • lattico
  • citrico
  • malico
  • tartarico

invece con meno frequenza sono quelli inorganici quali:

  • cloridrico
  • solforico
  • fosforico

Una definizione che spesso si sente (in gergo medico e farmacologico) ripetere rispetto agli alcaloidi per definirli sulla base e in riferimento alle sostanze azotate dotate di struttura complessa e contenenti azoto come componente di una struttura eterociclica.

I differenti modi di Classificare per nome gli Alcaloidi

I nomi degli alcaloidi, non hanno una regola incontrovertibile, questo dipende anche da un fattore specifico, quello per cui si fa riferimento alla complessità della loro struttura, in questo modo e per conformazione stessa dell’alcaliode, non si possono seguire regole sistematiche, ma vengono assegnati i nomi invece con un altro criterio, quello di derivazione.

Dal nome della pianta da cui sono estratti si delinea il nome dell’alcaloide corrispondente, ad esempio: la papaverina dal Papavero, o alternativamente a questo metodo semplice il nome può derivare dall’azione fisiologica svolta dall’alcaloide, in questo caso un esempio è quello della morfina dal greco μορφευς = sonno, quindi dal risultato che fa conseguire.

Vi è però un ulteriore modo di classificare questo genere, raramente impiegato, e prende spunto dal nome dei ricercatori che li hanno isolati un esempio di alcaloide così classificato è la pelletierina derivante da P.J. Pelletier.

In sostanza però il metodo più valido ed impiegato a fini di classificazione dei differenti alcaloidi è quello illustrato e descritto per primo, ovvero quello di raggrupparli sulla base delle loro caratteristiche strutturali.

Gruppi di Alcaloidi

In farmacologia come detto queste sostanze hanno un grande impiego, vengono anche classificate in gruppi però, un esempio è quello del gruppo che contiene un anello piridinico o piperidinico; la piridina è un eterociclo aromatico a sei termini che possiede lo stesso sistema ciclico a sei elettroni ( di tipo π ) del benzene ha la seguente formula: C5H5N. Invece la piperidina è un eterociclo che ha la seguente formula: C5H11N e tale componente può essere ottenuto dalla piridina grazie al processo di idrogenazione catalitica.

Nel gruppo degli alcaloidi piridinici rientra l’arecolina che ha la formula: C8H13NO2 tale alcaloide possiede un effetto stimolante sul sistema nervoso centrale, una caratteristica molto nota ai contadini del subcontinente indiano che impiegavano specifici composti per alleviare la fatica, in sostanza loro consumano le noci di Betel che contengono questo alcaloide.

Le Ricerche sugli alcaloidi

Sugli alcaloidi sono state condotte innumerevoli ricerche che hanno contribuito a determinare il valore di questo componente naturale, una delle ricerche, o meglio una serie di queste, hanno portato a dimostrare come gli alcaloidi siano validi in relazione ai miglioramenti nelle capacità di apprendimento, da ciò si ritiene che tale sostanza possa essere impiegata per rallentare il declino cognitivo che si verifica nei malati di Alzheimer, tale sperimentazione lascia campo aperto ancora a molte possibili soluzioni, non vi è in tal senso infatti una risposta decisa e univoca ad oggi.

Un alcaloide che contiene il nucleo piridinico e quello pirrolidinico è la nicotina.

Tra gli alcaloidi piperidinici si annovera anche la lobelina che ha la seguente formula: C22H27NO2 e viene utilizzata come coadiuvante per i tabagisti che intendano smettere di fumare come trova impiego anche nel trattamento di altre dipendenze come quella da anfetamina, alcol e cocaina.

La lobelina svolge un’azione analettica respiratoria, e lo fa agendo sul sistema nervoso centrale stimolando i muscoli della respirazione e migliorando di conseguenza la ventilazione.

Un altro alcaloide che contiene sia il nucleo piridinico che quello piperidinico è l’anabasina, questa rappresenta uno stimolante respiratorio e viene impiegata, al pari della lobelina, nelle preparazioni antifumo oltre che come insetticida.

 

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