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Colesterolo buono e cattivo

Quali le differenze tra colesterolo buono e colesterolo cattivo? Una comprensione su questo argomento è necessaria e può aiutare le persone a regolare sia la loro alimentazione che i loro valori.

  • Le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono quelle che vengono definite semplicemente con l’appellativo di colesterolo cattivo.
  • Le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono quelle che generalmente vengono definite come colesterolo buono.

Cos’è la lipoproteina

Si tratta di una particella che possiede un cuore lipidico avvolto da un guscio avente sostanze proteiche. Internamente al circolo sanguigno, tutti i grassi, e quindi anche il colesterolo, sono racchiusi in lipoproteine ed è in questa maniera che possono raggiungere indisturbati i diversi tessuti.

Le LDL sono indispensabili al fine di distribuzione del colesterolo alle cellule. Per funzionare correttamente, l’organismo necessita di un continuativo apporto di colesterolo, ma le LDL in eccesso possono facilitare modificazioni strutturali, direttamente collegate ad agenti ossidanti come i radicali liberi, e questi si vanno ad infiltrare sulle pareti dei grossi vasi arteriosi, producendo tre svantaggi:

  • Un ostacolo di tipo meccanico al flusso sanguigno
  • Una ridotta elasticità delle pareti delle arterie
  • La formazione di trombi

Per evitare che queste cose si generino risulta essenziale consumare una varietà di alimenti antiossidanti differenti, ad esempio talune vitamine, contrastano l’attività dei radicali liberi.

Il colesterolo cattivo, diventa tale unicamente quando le LDL sono in eccesso e quando vengono ossidate. Nelle situazioni normali sono da considerarsi a tutti gli effetti indispensabili per la buona salute dell’organismo.

Per opposto le HDL vengono definite colesterolo buono visto che la loro azione è quella di spazzini capaci di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato. Da questa posizione tale composto viene inglobato nei sali biliari e riversato nell’intestino ed in parte espulso attraverso le feci.

Le LDL si possono manifestare in eccesso a causa di un consumo di colesterolo con la dieta, ma in realtà molto spesso si tratta di un fenomeno secondario, visto che il colesterolo circolante nel sangue ha una doppia origine:

  • esogena: derivante dagli alimenti di origine animale (15%-20%)
  • endogena: derivante dalla sintesi delle cellule dell’organismo (80%)

Nella quasi totalità dei casi un eccesso di concentrazione di LDL nel sangue dipende dall’aumentata produzione endogena di colesterolo.

Sintesi Endogena e la sua Limitazione

In via generale esiste una regolazione per la quale, se sussistono molte LDL in circolo, la sintesi endogena viene limitata pesantemente. Permangono però diverse condizioni che stravolgono tale meccanismo basato sulla regolazione, e diminuisce la sensibilità delle cellule alla presenza di LDL. Nella sostanza:

Meno colesterolo è veicolato internamente, meno colesterolo arriva e tante più LDL sono immesse in circolo.

La cellula possiede difatti due opzioni:

La 1a: estrapolare il colesterolo dalle LDL

La 2a: sintetizzare il colesterolo in autonomia

Come detto sussiste ed è generalizzata, la regolazione secondo cui prima di tutto le cellule impiegano il colesterolo LDL e solo nei casi di carenza di queste lipoproteine si “rivolgono” alla sintesi endogena.

Se il recettore che coglie la presenza di LDL non funziona come dovrebbe, la cellula diventa insensibile all’LDL e, benché vi sia un abbondanza di colesterolo in circolo, prosegue a produrne dell’altro. E’ il classico circolo vizioso che aumenta in maniera esponenziale in rischio di aterosclerosi e malattie cardiovascolari in genere.

I Valori di Riferimento

Questi valori riguardano la popolazione sana ai quali far riferimento:

  • colesterolo totale deve essere inferiore a 200 mg/dl
  • colesterolo buono (HDL) deve essere maggiore di 40 mg/dl
  • trigliceridemia deve essere compresa tra 50 e 170 mg/dl
  • colesterolo cattivo (LDL) deve essere inferiore a 160 mg/dl
  • indice di rischio (colesterolo totale/HDL) deve essere inferiore a 5 se si parla di popolazione maschile e a 4.5 se si parla di popolazione femminile

 

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