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Correre a digiuno per perdere peso

I pasti sono importanti, per non incorrere in malattie dell’alimentazione occorre affidarsi a personale esperto che sappia aiutare le persone a mantenere il loro peso forma, ma allenarsi a digiuno porta ad una serie di vantaggi in termini di ossidazione lipidica, e che derivano dalle connessioni metaboliche dell’ipoglicemia mattutina.

Ciò però prevede che il consiglio venga fornito solo a specifiche persone, che vengano seguite in tali scelte e in tali pratiche, quindi il nostro articolo ha come fine solo quello divulgativo di un esercizio che può essere svolto ma sempre sotto consiglio medico.

La Tecnica della corsa a digiuno (mattina)

Questa tecnica di allenamento attualmente viene caldeggiata da molti, e grandemente sfruttata al fine di promuovere il dimagrimento da intendersi come perdita di massa grassa a favore di quella magra e a favore del corretto peso forma.

  1. Ma quali sono i vantaggi di questo allenamento?
  2. Come va svolto?
  3. Vi sono delle regole?

A seguire queste tre domande troveranno risposta.

Va innanzitutto detto che effettuare una corsa o una pedalata per almeno 30 minuti di mattina e successivamente al digiuno notturno è una delle pratiche più esercitata per conseguire un dimagrimento.
Si ritiene infatti che tale attività svolta a digiuno consenta alle persone che la praticano, di bruciare maggiori quantità di grasso superficiale, e al contempo di stimolare il metabolismo per il resto della giornata e andando cosi a promuovere il benessere psicofisico.

La Glicemia al mattino

Questa al mattino e successivamente al digiuno della notte,associata alle scorte di glicogeno è più bassa rispetto al resto della giornata, ovviamente ciò dipende dalla carenza di glucosio nel sangue, andare ad effettuare un allenamento in tali condizioni caldeggia un maggiore impiego di grassi in termini di energia.
A tale questione relativa alla glicemia, si aggiunge anche il quadro mattutino relativo agli ormoni.
Tale quadro è caratterizzato da bassi livelli di insulina e da alti livelli di ormoni controinsulari quali:

  • adrenalina
  • noradrenalina
  • cortisolo
  • tiroxina
  • glucagone
  • ormone della crescita

Tutti questi ormoni vanno a favorire il dimagrimento visto che stimolano la lipolisi in maniera diretta oppure indiretta.
La cosiddetta secrezione adrenergica risultante dall’adrenalina e dalla noradrenalina, che si registra nel corso dell’esercizio fisico svolto in tali condizioni (digiuno mattiniero) aumenta notevolmente il metabolismo, e consente un permanere elevato per un discreto periodo anche successivamente al termine della sessione di allenamento a digiuno.

Il rilascio di endorfine prodotto dall’attività fisica risulta potenzialmente utile al fine di promuovere il senso di benessere psicofisico per il corso della giornata.

Riflessioni sul metodo e Consigli

Il rischio di questo metodo è quello di un eccessivo catabolismo muscolare, viste le condizioni nelle quali l’attività fisica viene svolta che sono condizioni di ipoglicemia in aumento, di conseguenza anche la quota di energia ricavata dagli amminoacidi è in aumento.

Se ne deduce che l’assunzione di alimenti solidi o di un mix proteico abbasserebbe i vantaggi metabolici conseguenti al digiuno, ma al fine di prevenire un eccessivo catabolismo muscolare può aiutare l’ingerimento di qualche compressa di amminoacidi ramificati prima dell’allenamento. Per le stesse ragioni al fine di evitare un eccessivo catabolismo proteico, è opportuno non prolungare l’aerobica a digiuno oltre i 30-40 minuti massimo, se 30 ancor meglio.
Tali allenamenti dovrebbero essere inseriti all’interno delle prassi di vita unicamente a scopo di dimagrimento capendo però a monte quanto sia realmente necessario dimagrire senza incorrere in problemi alimentari o psicologici.
Allenarsi a digiuno aumenta il rischio di crisi ipoglicemiche come detto e ciò avviene con particolare sequenza nei soggetti non allenati o non abituati a svolgere esercizio fisico in queste specifiche condizioni.
Il comparire della ipoglicemia viene segnalato da specifici sintomi riconoscibili quali:

  • Il desiderio smodato di cibo
  • Il pallore
  • La sudorazione fredda
  • La cefalea
  • Le vertigini
  • Una grande irritabilità
  • Il tremore
  • L’agitazione
  • La difficoltà oggettiva nella concentrazione
  • Il rischio di svenimento

I sintomi evidenziati sono gravi, ecco perché prima di intraprendere un attività di questo tipo è bene conoscersi e sapere fin dove è possibile spingersi, resta il fatto che se un esperto vi fornisce l’ok e vedete comunque comparire uno dei sintomi sopra evidenziati è bene terminare immediatamente di correre a digiuno.

  • Appena interrotto l’allenamento a digiuno dovrete immediatamente assumere zuccheri, magari attraverso piccole quantità di alimenti ricchi dello stesso come ad esempio:
  • cioccolatini
  • destrosio
  • bevande analcoliche zuccherate
  • miele
  • uva passa

e ciò farà seguire pasti maggiormente consistenti e che prevedano una base di carboidrati complessi ciò aiuterà a prevenire l’ipoglicemia reattiva da ingestione copiosa di zuccheri semplici.

Prima di iniziare tale allenamento è bene assumere acqua.

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