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Mai più dieta

Uno slogan? Forse, occorre approfondire.

I sacrifici sembrano essere indispensabili per una dieta ma il sacrificio è un invenzione culturale che poi si esprime nella vita quotidiana delle persone e rappresenta un blocco, e i blocchi alla lunga cagionano problemi anche di alta natura.

Facciamo un esempio:

Ci sono persone che calcolano tutto ma la natura non si controlla, basta guardare come agisce la terra per capire che il controllo non fornisce garanzie, c’è però chi si mette a tavola con il bilancino per la pasta, per la carne oppure segue una dieta iperproteica, e ascoltate bene, questa è una via sbagliata per dimagrire.

Infatti per dimagrire non ci si deve imporre trasformando il cibo in un oggetto da calcolare, misurare, valutare per le calorie che contiene. Diventare robot non aiuta nessuno, in compenso prosciuga il sentire e blocca le persone che sono anima e sentimento, quindi fare questo fa male e molti studi evidenziano come ad esempio vanità e narcisismo siano spesso collegati agli attacchi di cuore, quest’ultimo se viene messo da parte trova il modo per esprimersi, ma non nel fluire degli eventi ma come malattia, ed è la persona stessa che lo porta a fare ciò.

Un’importante ricerca americana ha evidenziato che più dell’80% delle persone che si mettono a seguire una dieta super controllata, finiscono dopo un po’ per pesare di più di quando hanno iniziato tale dieta.

E pare che una su due accumula 5 chili in più.

E associata all’esercizio fisico?

Può far sviluppare appunto problemi cardiaci secondo taluni studi.

Vero anche che bruschi dimagrimenti a ingrassamenti veloci fanno rischiare anch’esse malattie cardiovascolari, quali l’infarto, l’ictus e aumentano il rischio di diabete.

Cambiare la mentalità

Come anticipato non siamo robot sebbene qualcuno (anzi molti) sperano che annullando i sentimenti si diventi più efficienti e perfetti, tendenza questa alla megalomania anch’essa controproducente, si può quindi cambiare la propria mente e aspirare non alla perfezione (che non esiste) ma allo stare bene e all’amarsi anche nei propri difetti perché questi anche definiscono le identità reali e non artefatte.

Prendiamo ad esempio l’’insoddisfazione, questa sorge dal continuo caricarsi di doveri e regole assolute, ci si mette una catena molto stretta senza neanche vedere questo e si è infelici, insoddisfatti, pigri, tristi e si riversa questo sugli altri andando anche a generare pessimi rapporti sociali oltre che la tendenza a mangiare scaturita dalla pigrizia e dal modello assoluto che c’è a monte che rende appunto insoddisfatti.

Per contrastare questa tendenza non fatevi dire dagli altri cosa è meglio per voi, la società non sa come vi sentite dentro, solo voi potete saperlo e non cercate conferme esterne nessuno vive in voi stessi, se siete fortunati arriverà qualcuno con grande empatia (sentimenti) e vi capirà, altrimenti voi siete ciò che sentite al di là delle cose che la società vi richiede e vi impone.

Esempi per evitare diete sono:

  • ad andare in libreria, a scegliere un libro che faccia stare bene,
  • cambiare pettinatura per dare spazio ad una persona rinnovata,
  • occuparsi del piacere e meno del dovere

Chiedetevi se siete felici e se vi esprimete al meglio, se la risposta è no, allora fatelo il cervello darà impulsi al corpo quando vi sentirete felici, e tali impulsi vi consentiranno di non riversare la vostra attenzione sul cibo ma al vostro interno amandovi.

 

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