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Picnogenoli, cos’è il Picnogenolo

Il Picnogenolo non è un singolo elemento, bensì un gruppo di sostanze antiossidanti che vengono estratte dalla corteccia di Pino marittimo il cui nome botanico è: Pinus pinaster e anche dai semi di Vitis vinifera.
I componenti più importanti e da segnalare del picnogenolo sono le pro-antocianidine oligomeriche presenti in quote che vanno dall’80 all’85%, la catechina, la taxifolina e gli acidi fenolici. Tutte sostanze presenti in concentrazioni importanti anche in alimenti come l’uva, sia nei semi che nella buccia inoltre la si ritrova anche in questi cibi-ingredienti:

  • cacao
  • tè verde
  • mele
  • mirtilli

Le proprietà del Picnogenolo

Tra le proprietà di questa sostanza sono da annoverare quelle:

  • antiossidanti
  • antinfiammatorie
  • antiaggreganti piastriniche
  • capillarotrope

In quest’ultimo caso la sostanza preserva il collagene dei capillari sanguigni dall’azione invasiva dell’enzima elastasi, quindi si ritrova la sostanza in quei prodotti utili al trattamento di edemi, fragilità capillare, malattie cardiovascolari, e per contrastare i disturbi della circolazione periferica, come ad esempio l’insufficienza venosa e le come questa si manifesta.

Il picnogenolo, viene impiegato anche per il trattamento della retinopatia diabetica, generalmente in questo caso si deve però parlare di estratto di mirtillo nel quale la sostanza è appunto presente.

Ulteriori impieghi Recenti

Il picnogenolo di recente è stato provato anche per il trattamento del disordine di iperattività e anche nei casi in cui i bambini manifestino deficit di attenzione, va però sottolineato che tale impiego non fornisce ancora le risposte certe di un beneficio apportato dalla sostanza, risposte più che altro inconfutabili, quindi la sperimentazione deve ancora dare un approvazione definitiva al pictogenolo in tale quadro di riferimento.

Resta la funzione antiossidante intesa come difesa dell’organismo utile anche nel quadro della prestazione atletica e nelle discipline sportive che abbiano una certa durata, esempi su tutti sono il ciclismo e la corsa. La sostanza in questo caso accelera il recupero fisico dopo gli esercizi.

Proprietà del picnogenolo

Questa sostanza ha proprietà antiossidanti, e può fornire risultati utili nei casi di insufficienza venosa periferica, nei casi in cui una persona presenti delle retinopatie diabetiche e non, o qualora vi fosse una fragilità capillare, le proantocianidine oligomeriche agiscono rinforzando le pareti tramite uno specifico legame con le fibre elastiche collagene e con l’elastina, ma non solo questo, tali componenti hanno anche un azione che inibisce nei riguardi degli enzimi chiave dell’endotelio capillare e della matrice circostante associata con la protezione dai danni provocati da radicali liberi. Oltre a ciò il picnogenolo va anche a contribuire a ciò che segue:

  • La prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari, esempi sono quelli relativi ai disturbi della circolazione periferica, del microcircolo cerebrale e cardiaco, o collegati all’alterazione dell’aggregazione delle piastrine.
  • Lo stimolare il sistema immunitario proteggendo dei macrofagi dai danni ossidativi dei radicali liberi
  • Svolge un attività anti-infiammatoria
  • Svolge un attività protettiva della pelle che contrasta l’invecchiamento e il danneggiamento portato dai raggi UV-B.

 

Modo d’impiego

Le proposte rispetto all’assunzione di questo componente variano dai 60 ai 300 mg al giorno
Le proantocianidine oligomeriche (PAC) sono una famiglia di polifenoli naturali che appartengono alla classe di quelli che vengono definiti come bioflavonoidi, che si possono trovare in frutti e piante quali:

  • semi di uva rossa
  • corteccia di pino marittimo francese

ebbene vi è anche la corteccia.
Questo componente svolge un azione antiossidante che viene amplificata dalla capacità di inibire l’enzima xantina-ossidasi, quest’ultimo è promotore della formazione dell’anione superossido. Le proantocianidine oligomeriche hanno mostrato tramite test svolti, 30 volte l’efficacia della vitamina E e degli antiossidanti classici, si comprende quindi il “valore” di tali componenti.

L’attività detta antienzimatica viene fornita da dati in vitro estratti da test operati su differenti tipi di enzimi, fra i quali si possono trovare:

  • elastasi
  • collage nasi
  • ialuronidasi
  • betaglucoronidasi

E’ stato anche dimostrato che l’ alfa-1-antitripsina, che è un inibitore degli enzimi proteolitici, viene a sua volta inibita da composti che contengono ossigeno attivo, lasciando in questo modo via libera ai sistemi enzimatici che controlla, il risultato di questo processo è quello di un accelerazione della distruzione relativa alla matrice extracellulare.

Per quanto riguarda le dosi di assunzione di questa sostanza è bene come antiossidante, che venga assunto nella misura di 30 /45 mg , 1 o massimo 2 volte al giorno per i trattamenti di tipo prolungato, il consiglio è sempre quello di effettuare dei controlli medici prima di decidere arbitrariamente un ipotetica assunzione di pictogenolo.

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