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Per dimagrire via libera alle emozioni

Delle emozioni si parla quasi sempre male, forse perché il loro controllarle eccessivamente genera malattie ma un sistema come quello che si vive è basato sul controllo quindi l’essenza umana lo infastidisce, una contraddizione e un campo che svela interrogativi, ma, c’è un ma,

L’istinto è importante invece!

La dimensione emotiva e quindi interiore, è quella che consente di sviluppare più o meno resistenza, così come può portare a cali e demotivazioni, si comprende quanto valore possa avere tale dimensione per una dieta dimagrante quindi.

La dimensione emotiva deve potersi esprimere in maniera più aperta, lasciando fluire l’istinto.

Si può osservare tale approccio come olistico ma in realtà le definizioni limitano probabilmente la stessa dimensione.

Le emozioni rappresentano il sale della vita, forniscono colore e sapore alle giornate delle persone, ma ciò invece che portare ad un espansione delle stesse, le fa temere e spesso qualcuno le soffoca portando da solo a se stesso delle malattie.

La conseguenza di questa rimozione, o di un processo di soffocamento delle emozioni che sono anche energie è una vita regolata sulla base della tristezza e della convenzione sociale che non definisce le persone, le immette in ruoli, non è un caso che la psicopatia da vita a persone prive di sentimenti (e quindi di emozioni) e che i più grandi dittatori come Hitler fossero degli psicopatici, in pratica tali persone sono quelle più addentro alle norme sociali, e ai regimi che questi esprimono, benché appaiano a molti come fuori da esse, sono invece la massima estensione di queste fino alla dittatura totalitaria e alla cancellazione di un identità, infatti le emozioni positive ma anche di ribellione a delle costrizioni sono importanti.

Se non volete assomigliare agli psicopatici non sopprimete le emozioni, lo dice anche la psicologia.

Inoltre quando si sopperiscono gli stati emotivi per convenzione sociale, (va ribadito sempre che la libertà individuale comunque termina dove inizia quella dell’altro) è facile che si cerchi compensazione nel cibo, e ciò porta a maggiori chili presi.

Far tacere una sensazione, di qualsiasi tipo essa sia, significa reprimere un’energia vitale che chiede di uscire allo scoperto e che a lungo inespressa si trasforma in appetito. Se si intende dimagrire occorre imparare a riconoscere le emozioni e a viverle in maniera diversa, accompagnandole senza che siano di danno per gli altri ma consentendo loro di esprimersi.

Ma cosa si può fare?

In tal senso ecco alcuni consigli pratici:

  1. Cominciate a fornire meno spazio alla logica, visto che nella mente si insinuano modelli spesso anche di tortura, e lasciate fluire le emozioni, solo in un secondo momento accompagnatele, ad esempio se avviene qualcosa che infastidisce piuttosto che dare spiegazioni e ragionarci sopra occorre concentrarsi su ciò che si sente.
  2. Si può dimagrire associando le emozioni a un area del corpo, esempio classico è quello della paura che si sente nella pancia o l’ansia nel petto, dare una dimensione alle emozioni in una parte del corpo renderà più facile individuarle consentendo loro di affiorare senza che si traducano in chili di troppo.
  3. Come terzo e ultimo consiglio potete dimagrire manifestando le emozioni per quelle che sono senza anteporre ad essi modelli della convenzione sociale: silenzi, rancori, e altro sono tutti modi per esprimere contrarietà, delusione, rabbia. Ma, se non sono chiari, si rischia di innescare circoli viziosi che aumentano l’appetito e portano a mangiare di più.

 

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